7 ottobre 2021: 72° anniversario della nascita al Cielo di Madre Maria degli Angeli
Il 7 ottobre 1949, a Cascine Vica – Rivoli (TO) Madre Maria degli Angeli rispondeva all’ultima “chiamata” di Dio.
Ne ricordiamo l’anniversario riportando uno stralcio della biografia della Madre:
Dalla Biografia di Madre Maria degli Angeli
Spuntò così l'alba del 7 ottobre. La Madre sembrava ormai agli estremi: gli occhi
quasi aperti, il respiro affannoso. Iniziava il rantolo dell'agonia. Il cappellano del
Monastero fu subito chiamato per darle un'ultima assoluzione e gli sembrò, con
meraviglia, che l'inferma fosse ancora cosciente, pur non dando alcun segno esterno.
Era il primo venerdì del mese, consacrato al Sacro Cuore, e le monache aprirono il
finestrino del coretto che dalla cella della Madre si apriva sulla chiesa perché ella
potesse sentire almeno la celebrazione della S. Messa. Al momento dell'Elevazione,
qualcuna delle monache avvertì dolcemente la Madre di quel momento solenne della
celebrazione eucaristica, ma l'ammalata sembrò non capire. Un'altra monaca teneva in
mano, ai piedi del letto, una piccola statua della Madonna di Lourdes, così cara alla
Madre perché le ricordava il suo indimenticabile pellegrinaggio alla grotta di
Massabielle.
Ma c'è un'altra monaca che ricorda un prezioso episodio circa l'agonia di Madre
Maria degli Angeli. Lo riportiamo per intero, tanto è commovente e illuminante circa
la sua profonda consapevolezza di essere stata soltanto uno strumento della bontà di
Dio e quindi di appoggiarsi interamente, in quegli istanti supremi, non ai suoi meriti
personali, bensì proprio alle piaghe di Gesù sulla Croce. «Un altro momento di quella
notte è rimasto indelebile nel mio animo: la Madre priora, Madre Teresa Agostina, non
so se in segno di riconoscenza, o per incoraggiamento, ricordava alla Venerata Madre
le opere grandi e buone compiute nella sua vita a favore dei piccoli, dei poveri, della
Chiesa. Madre Maria scuoteva il capo: non era questo a darle sicurezza mentre si
avvicinava l'incontro con Dio. La Madre Maria Giuliana, dall'altro lato del letto, le
suggerì allora: “Domine, vulnera tua merita mea!” Allargando i suoi occhi chiari e
quasi spenti, la Madre sussurrò: "Oh sì, sì!". D'un tratto si vide il suo viso illuminarsi,
fissare lo sguardo sulla statua della Madonna di Lourdes, posta di fronte al letto: uno
sguardo splendente, non era più di questa terra. Tutte eravamo con l'animo sospeso,
pensando che fosse proprio il momento del congedo definitivo. Durò brevi istanti, poi
si lasciò ricadere sui cuscini, riprendendo le sue fattezze di sofferenza. Non era ancora
alla fine».
Trascorrono così alcune ore durante le quali, a un tratto, la Madre si sollevò
improvvisamente dal guanciale quasi cercasse l'aria. La sofferenza dovette essere
tremenda, come quella sperimentata da santa Teresa di Gesù Bambino sul letto della
sua agonia. Le monache non ebbero più dubbi. Era la fine dell'agonia. Vennero subito
avvertite le suore di vita attiva e lo stesso Arcivescovo di Torino, Cardinale Maurilio
Fossati, ma non giunsero in tempo. Verso le tre del pomeriggio, come nell'agonia di
Gesù sul Calvario, la Madre rovesciò la testa all'indietro e poi sul petto, gli occhi
aperti e fissi sul piccolo crocifisso che teneva sull'imboccatura del lenzuolo. E fu tutto.
Era il venerdì 7 ottobre 1949, festa della Madonna del S. Rosario. Il Signore sembrava
aver preso con sé la Madre quasi senza farsene accorgere, nella delicatezza di un
supremo silenzio e suggellando così un'esistenza interamente votata a Lui e al suo
regno nel mondo.





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